Note Biografiche

Vissi d’arte, anche Nerina Chiarenza, a modo suo, potrebbe così dire di sé…………estemporanea,
trasgressiva, estrosa, Nerina oggi, splendida novantenne, percorre i diversi sentieri della vita spinta da un
temperamento che sarà l’energia che la sorreggerà per tutta la sua vita, una vita fatta di intraprendenza,
anticonformismo e fantasia.
Nasce a Acireale l’11 maggio 1934, la madre D’Agata Carmela era ricamatrice, il padre Chiarenza
Sebastiano un artigiano raffinato, uno dei più famosi costruttori di carretto del catanese, Dopo aver
frequentato le scuole elementari ad Aci Sant’Antonio, si fermerà come lei sottolinea con orgoglio alla 5
elementare, il padre decide di trasferirsi al nord come tanti in cerca di lavoro (Nerina parlando di allora
ricorda l’espressione del padre che diceva ”scendiamo dal treno quando si ferma”) e per alcuni anni si
muoverà tra Milano e alcuni paesi della provincia lombarda, specialmente a Luino, siamo alla frontiera con
la Svizzera, dove Nerina viene accolta per qualche anno dalla famiglia Akzevael, trattata addirittura come
una figlia e alla quale sarà riconoscente per sempre per l’affetto con cui è stata seguita.
Intanto la temperie storica e politica che l’accompagna in quegli anni è pesante e si svolge tra le angherie
del fascismo, la tragicità della guerra in corso e la resistenza della guerra partigiana.
Ricorda, ancora oggi, con animo commosso le aggressioni alle camere del lavoro e alle sedi delle leghe
bianche, le angherie delle truppe tedesche e dei militi della RSI e il coraggio dei partigiani che dalle
montagne scendevano per liberare le città e restituirle alla libertà e alla democrazia.
All’età di 12 anni, il padre decide di farla ritornare in Sicilia con il resto della famiglia e dopo alcuni anni
trascorsi nella serenità del focolare domestico … Nerina ………. conosce il marito Alfio Lanzafame che
seguendo il costume sposa dopo la classica “fuitina” nella sacrestia della chiesa, luogo come ella dice
sorridendo in cui si sacralizza “la scelta del peccato” e dal loro matrimonio nascono ben 4 figli PIPPO, VERA,
CARMELA e NELLO.
La frequenza prima saltuaria e poi sempre più costante della bottega del padre le fa scoprire la vocazione
come lei stessa ammette, tardiva, della pittura del carretto che con lei diventa una vera e propria arte. I
colori, gli sfondi, i soggetti, lo spazio-tempo, la plasticità dei movimenti dei personaggi, la cura del dettaglio,
il messaggio dell’insieme del quadro, il rifiuto del manierismo e diventano quasi dei ceselli nelle mani dei
suoi pennelli che con l’occhio incasella nei “masciddara” che diventano quadri d’arte.
Secondo molti che hanno studiato il suo percorso, Nerina nei confronti della pittura, non ha avuto bisogno
di fare un tirocinio ha, da subito, dimostrato grazie ad un talento innato le sue doti di virtuosa del pennello
e dei colori raggiungendo i vertici di una produzione da subito matura con un suo stile personale e
naturalmente inconfondibile.
Versatile, umile, ma al tempo stesso orgogliosa, diretta non le sono mai piaciute le buone maniere che
sanno di un galateo piccolo borghese e a cavallo specialmente degli anni 70-80 è stata dappertutto
esponendo come artista di strada e come pittrice ormai famosa un pò ovunque, trasferendo la sua bottega
a Roma a Castelgandolfo o nelle gallerie di via Margutta, nelle fiere di paese o in quella internazionale come
Milano. È stata in Italia …in quasi tutte le città d’arte italiane …………………… e anche all’estero alla fiera di
Francoforte di cui conserva un meraviglioso ricordo … e a Parigi ….. invitata ufficialmente come
TESTIMONIAL di prestigio perché faceva conoscere la sicilianità nel mondo rendendola patrimonio culturale
universale.

Particolare a lei molto caro e a cui tiene molto, come segno di apprezzamento della sua arte, su invito delle
autorità preposte è riuscita a esporre nel periodo della guerra fredda, in spazi per lei appositamente
approntati addirittura nelle sedi militari di Aviano e di Bagnoli ottenendo, nonostante il suo riconosciuto
antimilitarismo, lasciapassare personali a dimostrazione che la cultura e l’arte abbattono i confini e le
barriere.
I suoi anni d’oro, sono stati gli anni 70- 80, anni di tanti successi e riconoscimenti per le tante mostre e
personali fatte , in quei decenni Nerina è stata dappertutto, spesso da sola, perché il marito non poteva
lasciare il suo lavoro, suscitando scandalo, chiacchiere e facile pregiudizio il tutto svolto senza le stimmate della suffragetta, ma come un fatto ovvio e naturale. Le sue opere sono diffuse in tutto il mondo e alcuni pezzi pregiati sono stati regalati al Presidente della Repubblica Sergio Napolitano e a Papà Giovanni Paolo II. L’artista è iscritta, per i suoi meriti, nel REGISTRO DEI TESORI UMANI VIVENTI.
Chiudo queste mie note biografiche sull’artista ricordando al mio lettore che ho rispettato chiamiamola
massima, la seguente AMICUS PLATO, SED MAGIS AMICA VERITAS
P S INFINE  “una chiosa” rispettando la volontà della pittrice “De senectute” ricordo la sua amicizia nei confronti della famiglia Rizzo Nervo, appartenente all’alta borghesia romana per lei molto molto importante, proprietaria una galleria in Via Margutta che ha valorizzato il suo lavoro di pittrice semiproletaria e
l’incontro con Domenico Modugno, che impuntandosi, si aggiudicò un suo carretto, oggi conservato nella casa del maestro e che è diventato una testata il letto, quasi partecipando ad un’asta, facendo una spesa
veramente notevole.
FILIPPO LAGANA’